Uccidere Valerio

Alessandra non lo aveva mai visto. Si aveva una foto o due, di un ragazzetto barbuto neanche tanto carino. Ma poteva non essere lui.

Eppure Alessandra per lui provava dei sentimenti che non aveva mai provato.

Lei, che era tanto diversa da tutte le altre si era lasciata prendere per la prima volta dal gioco della seduzione su una chat.

Alessandra rideva e scherzava, ma cercava il nome di Valerio sempre piu’ spesso nella sua pagina facebook.

la paura che lui non ci fosse on line, che non la ascoltasse, che non facesse piu’ l’amore con lei accarezzandola con le parole era diventata un’ossessione che non la faceva vivere.

Non poteva stare senza la sua approvazione.

Lei che comandava un intero settore metalmeccanico, si trovava a dipendere dalle righe scritte di un ragazzetto sconosciuto.

Poi lui si era stancato del gioco, ed erano diventati amici.

Alessandra voleva qualcosa di piu’, a lui invece bastava e avanzava anche la loro relazione virtuale.

Valerio era Dio nella testa di Alessandra.

Ignorava tutti, persino il lavoro che era la sua ragione di vita.

Alessandra si era trasformata in quello che non era mai stata. Una donnetta lamentosa e stupida,  bisognosa di continue rassicurazioni.

Lui sempre piu ‘ distante lei sempre piu’ pressante.

Poi finalmente la notizia che lui si era fidanzato con una donna vera.

O che piu’ semplicemente era tornato sui suoi passi, sempre che ne avesse fatti assieme a lei, sempre che lei non si fosse fatta un film con Valerio.

Alessandra improvvisamente trovo’ la forza di affrontarlo.

E di augurargli di essere felice, perche’ Valerio meritava tutta la felicita’ di questo mondo.

Alessandra ha deciso per lei.

Alessandra e’ tornata Alessandra, con una ferita che si è autoinflitta nel cuore, e ha ucciso Valerio.

Lo ha ucciso nel suo pc, lo ha ucciso nelle sue foto, lo ha ucciso dove era.

E lo  ha guardato  mentre lo salutava per sempre.

Sicuramente migliore e pronta a trovare un Valerio che le accarezzasse i capelli sul serio, non in chat.

Grata a Valerio dell’amore che lei si era inventata.

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